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nel capitolo: " STORIA "
La
"Cartiera San Bernardo" - prima parte -
<Cenni storici>
Notevole, per gli amanti dell'Archeologia
industriale, l'impianto della vecchia "Cartiera San Bernardo",
nella omonima contrada. L'ottocentesco opificio ha il primato, nel
Mezzogiorno, di essere l'episodio industriale posto più a monte
rispetto a tutti quelli che un tempo sfruttavano le acque del
Volturno per animare i propri macchinari. La fabbrica, generata
intorno al 1850 dalla iniziale trasformazione di alcuni mulini
preesistenti, produceva ingenti quantitativi di carta, nelle
tipologie più disparate (dal cartone alla velina, richiesta
specialmente dalle aziende siciliane, per confezionare singolarmente
le arance di prima qualità e da esportazione) attraverso l'ausilio
di macchinari a "ciclo continuo" all'avanguardia per l'epoca,
impiantati in una fase di ampliamento e ammodernamento dell'opificio
avvenuto nei primissimi anni del 1900. La fiorente attività della
fabbrica di carta viene interrotta intorno al 1916, (in occasione
della realizzazione di una grandissima centrale idroelettrica,
ubicata a valle della piana di Rocchetta al Volturno, specificamente
costruita per alimentare le industrie meccaniche di Napoli) quando
mediante un grosso canale di adduzione, si priva il primo corso del
Volturno delle acque necessarie ad alimentare i macchinari della
Cartiera. Si segnala la singolarità rappresentata della ciminiera
della fornace impostata, rispetto ad altri coevi episodi, su sezione
ottagonale e, pur nella razionalità dettata dalla destinazione d'uso
dei corpi di fabbrica, i caratteri compositivi neoclassici delle
facciate, le quali risultano composte dalla cadenza ritmata di
successive aperture arcuate.
(arch. F. de
Vincenzi)
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