Associazione culturale virtuale

“Archeologia nel Molise: C’é ancora trippa per i gatti?”

                                                 Il Presidente  arch. Francesco Valente

CIRCOLARE n. 105 – 15 aprile  2006

                                                                                                                

Cari simpatizzanti e non,

 

Nostra Segnora d’Escavadòr ha colpito ancora

 

 

Nel 1925 l’Ente Volturno iniziò i lavori per la costruzione della centrale elettrica alle sorgenti del Volturno. Dodici anni dopo, nel 1937, commissionò all’ing. Frediano Frediani il rilievo dell’antico acquedotto romano di cui si erano trovate consistenti tracce dalle sorgenti fino a Venafro.

Così riferisce il Frediani nella notissima relazione pubblicata in “Campania Romana” del 1938: “Si è cominciato pertanto dal pozzo n.1 del primo rilievo da noi effettuato in vicinanza della sponda destra del Fiume Volturno, nel podere (pastina) del dott. Giuseppe Pontarelli nei pressi dell’antico tratturo che conduce all’Abbazia di S. Vincenzo, con la strada privata dell’Ente Volturno. Lo speco (specus o canalis), procedendo verso le sorgenti, è in parte in galleria naturale con superfici interne lavorate a subbia, senza traccia di intonaco, senza incrostazioni prodotte dall’uso e con volta grossolanamente centinata. Sul fondo si sono trovati mattoni (bipedali) posti per pavimentazione, della misura di circa cm 61x58 e dello spessore di circa cm. 4 posti in opera sul letto di malta”.

La descrizione continua nei minimi particolari

 

Ma, oltre la descrizione, il Frediani pubblicava anche la pianta del condotto

 

 

Si vede con chiarezza il tracciato, segnato con il n. 1, che segue la sponda destra del Volturno.

 

Amedeo Maiuri, il più famoso degli archeologi campani, diceva nella premessa della pubblicazione: “Su questi dati sarà ora possibile riprendere lo studio archeologico dell’acquedotto venafrano ....

 

... ed ecco a voi l’attrezzo autorizzato da Nostra Segnora d’Escavadòr per riprendere lo studio archeologico dell’acquedotto romano del Volturno!!!

 

 

... e questi sono i tubi di cemento che l’Enel è stata autorizzata a posare dopo aver distrutto buona parte dell’antico condotto romano davanti agli occhi di Nostra Segnora d’Escavadòr

In basso a sinistra uno dei tratti dello specus ignobilmente demolito. In alto i tubi di cemento che stanno per essere posati nello scavo

 

 

 

 

A gran velocità l’ENEL, dopo aver demolito il tratto in roccia dello specus dell’acquedotto, ha posato la condotta di cemento e finalmente Nostra Segnora d’Escavadòr, dopo una decina di telefonate da me fatte alla Soprintendenza Archeologica di Campobasso, ha celebrato la liturgia dell’invio degli specialisti

 

 

Questo è oggi il cantiere archeologico diretto da Nostra Segnora d’Escavadòr per lo studio di uno dei più importanti e conosciuti acquedotti della romanità!!!

Notare l’ordine: come da manuale della Soprintendenza di Campobasso!

 

 

 

Questo è un tratto dell’acquedotto che sta per essere demolito per consentire il passaggio dell’ignobile proboscide di cemento. Altri tratti sono stati già demoliti.

In basso i sesquipedali della pavimentazione descritti dal Frediani. In alto si vedono gli altri squarci provocati dall’escavatore cingolato

 

 

 

                                                                  Associazione Culturale

          “Archeologia nel Molise: C’é ancora trippa per i gatti?”

                                                                          Il Presidente

                                                                (arch. Francesco Valente)